50&50 di CAPANNELLE

50&50 di CAPANNELLE

Oggi vi parlo di qualche giorno di vacanza trascorso a Gaiole in Chianti (uno dei luoghi dove lasciarci il cuore) la Toscana.

Dopo un lungo viaggio, siamo arrivati tra queste colline, che si rincorrono una con l’altra, il verde delle vigne subito ti accoglie e ti fa sentire a tuo agio.

Capannelle, questa piccola azienda, nasce qui, tra il verde e la tranquillità.

Tutto lo staff ci ha accolto con gentilezza ed un grande sorriso, proprio come a casa.

 

La visita dei vigneti, è immergersi completamente, tra Sangiovese, Chardonnay e Malvasia Nera.

La cantina, utilizza metodi all’avanguardia, utilizzando sempre lo stesso principio, produrre vini di qualità!

 

Tra tutti i prodotti, voglio parlarvi del 50&50.

L’idea nasce nel 1988, grazie all’estate calda e ricca, nasce questo vino assemblato con 50% di Sangiovese di Capannelle e 50% di Merlot di Avignonesi di Montepulciano.

Macerazione ed invecchiamento avvengono in botti di legno francese di rovere, noi abbiamo avuto la possibilità di sentire il famoso “ribollir dei tini”, ed annusato l’odore del mosto in macerazione.

La passeggiata tra le botti di legno e le maestose autoclavi di acciaio, ci ha permesso di accarezzare il muro di roccia della cantina completamente sotteranea.

Le bottiglie vengono tutte conservate in posizione orizzontale, separate, per annata e tipologia dai doppi vetri, senza etichette, qui avviene l’ultimo affinamento, per armonizzare struttura e aromi, dopo tre anni in botte di legno, il vino affina per circa due anni in vetro.

 

Colore rosso rubino, intenso e brillante.

Al naso, il profumo è penetrante, si viene invasi dalla vaniglia, il tabacco ed il caffè; i frutti rossi, sono ben distinti, come mirto e ciliegia.

In bocca risulta pieno e delicato, i tannini sono delicati e avvolgenti. Un vino dalla struttura importante.

L’abbinamento migliore è con carni rosse pregiate, arrosti di selvaggina e formaggi stagionati con sapori molto forti. Si presta sicuramente come vino da meditazione.

Noi ve lo consigliamo con:

Gnocchetti di patate al ragout d’anatra, con scaglie di tombea

Pluma di Patanegra cotta a bassa temperatura (72° x 24 ore) con patate alla forchetta e ristretto alla senape antica

La nostra selezione di formaggi con marmellatine e  mostarde fatte in casa.

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KALKOFEN di BARON DI PAULI

KALKOFEN di BARON DI PAULI

Oggi ho il piacere di parlarvi di un vino rosso, non uno qualunque, ma bensì uno prodotto nella zona del Lago di Caldaro.

Il lago di Caldaro, è lo specchio d’acqua naturale più grande che si possa trovare nella provincia di Bolzano.  La particolarità di questa zona sono i terreni, molto diversi tra di loro e il microclima che si differenzia in 60 siti diversi. Le colline circondano il lago come un ferro di cavallo, così la maggior parte dei pendii, si trova rivolta a sud-est. In questo modo l’irragiamento del sole è diretto.

I terreni sono parzialmente porosi, calcarei e vulcanici. Il clima è mediterraneo, ma con influssi alpini. Le correnti fredde, rinfrescano i filari dopo le giornate più calde; così hanno un effetto di fruttatura e conservano l’acidità. Queste sono le condizioni migliori per vini bianchi e di carattere.

Mentre il posizionamento delle vigne più vicine al lago, permette di mantenere un calore costante per i rossi.

La famiglia di Pauli produce vino da più di 300 anni, rifornendo persino lo zar di San Pietroburgo.

 

L’intento della famiglia di Pauli è quello di creare vini di carattere e di massima qualità. Le rese dei vigneti sono ridotte al minimo per permettere alla vite di concentrare tutte le sue forze in pochi grappoli.

La raccolta viene effettuata a mano; solo quando le uve sono giunte a maturazione ottimale.

In cantina il vino si prende tutto il tempo necessario per sviluppare la sua eleganza e la raffinatezza che lo caratterizzano. In questo modo hanno testato la longevità e l’invecchiabilità dei loro prodotti.

 Il Kalkofen è un classico rosso che preso il nome da un antica fornace di calce del medioevo, trovata durante i lavori di bonifica.

Il vino è ottenuto dalle viti più antiche, circa cinquant’anni della Tenuta di Pauli.

Uve di varietà Schiava (con rese molto basse); L’uva è a bacca piccola, dopo la raccolta viene lasciata a macerare in tini di legno per circa 10 giorni, dopo di che l’affinamento avviene per otto mesi in grandi botti di legno.     

Colore rosso rubino carico, vellutato e fruttato con note di ciliegie, more e lamponi. Il tannino è morbido con un retrogusto lungo e minerale.

Vino fruttato ideale per piatti leggeri e anche di pesce.

 

Noi ve lo consigliamo con:

Battuta di Fassona Piemontese, cipolle rosse all'agro, sabbia alla salvia e mayo vegana afffumicata.

Maccheroncini al caffè, vellutata di robiola ai tre latti, timo e nocciole tostate e salate.

Lombata di coniglio arrosto, peperoni dolci e ristretto alle olive nere.


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Vitovska Bajta Salez

Oggi Vi parliamo della Vitovska

Nata ormai diversi anni fa, la fattoria Carsica Bajta, fonda la proria economia sull’allevamento di suini allo stato brado e sulla viticoltura.

Nel 1999 la fattoria si trasforma in un agriturismo, per poter migliorare il servizio di ristoro agrituristco, vengono potenziati sia l’allevamento dei suini che le superfici vitate; Con il tempo, viene introdotto anche l’allevamento di bovini razza Scottish Higland.

I vigneti dell’azienda sono situati tutti in zona carsica, quindi il terreno presenta le tipiche caratteristiche, terra rossa carica di ossido di ferro ed una buona dose di calcare.

Le varietà coltivate sono il rosso Terrano, la Vitovska e la Malvasia.

La cantina dei vini è situata nei sotterranei di Bajta, incastonata nel marmo carsico.

La vitovska è un vitigno autoctono del Carso, uva a bacca bianca. Questo vitigno è sicuramente uno dei più estremi e territoriali, in grado di rappresentare a pieno, il terreno, tipico rosso e ferroso, che poggia su bianco gesso calcareo eroso dal mare e dal vento è in grado di sopravvivere a estati torride e inverni pungenti, dando vita alla mineralità e alla sapidità che facilmente si riscontrano nella Vitovska.

Le uve vengono raccolte manualmente, diraspate e messe a macerare per 5 giorni senza controllo della temperatura. Dopo la pressatura, la fermentazione prosegue e si conclude in botti da 550 L.

Il vino affina per 12 mesi nelle botti prima di essere imbottigliato.

Il vino ha un colore giallo intenso. Al naso ricorda profumi di frutta essiccata, matura. In bocca la spiccata freschezza si alterna a note salmastre, sapide e minerali.Questo vino è adatto a piatti di pesce, secondi a base di carni bianche  e formaggi freschi.


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Colle degli Ulivi Noventa

Oggi vi presentiamo un vino che abbiamo appena inserito nella nostra carta vino e potete trovare al QB Duepuntozero                                           Il Colle degli Ulivi Noventa

La famiglia Noventa, produce vino da circa quarant’anni, e da sempre si impegna per ottenere vini di qualità superiore, restando però fedele alle cure artigianali di un tempo. Per loro, fare viticoltura significa interpretare le esigenze della pianta e del terreno (visto che quest’ultimo si trova tra le cave di marmo di Botticino).

Il riconoscimento DOC risale al 1968.

La passione che ritrovate in questa azienda agricola, è il frutto sincero che ritrovate in ogni vite, in ogni grappolo, mantenendo il rispetto per l’ambiente un impegno quotidiano.

I Vigneti sono situati a 450 mt. Slm. Con esposizione e microclima ideali, la brezza costante consente di ottenere uva sana e soprattutto senza trattamenti chimici; il vino è quindi genuino, soprattutto per l’impiego ridotto di solfiti.

Il terreno particolarissimo, non consente l’ultilizzo di diserbanti chimici, ma solo lavorazioni meccaniche della terra.

Dal 2011 iscritti all’albo degli operatori Biologici della regione Lombardia.

Tra le uve prodotte troviamo:

La Barbera, che conferisce al vino spiccata eleganza.

Il Sangiovese che apporta rotondità e il Marzemino che conferisce al vino colore e struttura.

La Schiava Gentile dona freschezza e profumi delicati.

 

 IL 10 Ottobre, le uve sono state raccolte a mano,e subito diraspate, per ottenere il meglio. La vinificazione è classica con l’ausilio di attrezzature all’avanguardia, come il vinificatore in acciaio che permette di controllare le temperature; le bucce restano a contatto con il mosto per 5 giorni, dopo di che l’affinamento avviene per una parte in botticelle di rovere e un’altra parte in botti di rovere molto più grandi per 36 mesi. Il vino non viene filtrato, così da mantenere intatte le caratteristiche del vino.

Colore rosso carico, che ben si accompagna con carni rosse, come gli arrosti.

 


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Oggi vi presentiamo uno dei vini che potete trovare al QB Duepuntozero

Oggi vi presentiamo uno dei vini che potete trovare al QB Duepuntozero Vezzoli, Nefertiti DiZeta Extra Brut ’09 DOCG

L’azienda agricola Vezzoli è situata tra le colline della Franciacorta, per la precisione ad Erbusco.

Da moltissime generazioni la famiglia Vezzoli produce vino, ma solo nel 1994, cambia qualcosa e l’azienda decide di iniziare a produrre anche le ormai famose bollicine di Franciacorta.

Per la produzione di questo Franciacorta, vengono utilizzate esclusivamente uve provenienti da vigneti di proprietà, o gestiti dalla famiglia Vezzoli in modo diretto, per controllare e garantire la qualità della materia prima. La cantina si estende per circa 1.500 mq; Al suo interno vi sono attrezzature e tecnologie modernissime, che permettono di produrre al meglio, oltre a queste anche le blasonate barriques in legno francese utilizzate in fase di affinamento.


Tra i suoi prodotti abbiamo scelto il Nefertiti DiZeta Extra Brut ’09 DOCG.

Prodotto con uve 100% chardonnay, raccolte solo dopo la maturazione ottimale dei grappoli. La fermentazione dei vini base avviene in barriques dove sostano per otto mesi. Dopo il tiraggio, il vino viene messo a maturare sui lieviti per un periodo di circa 40 mesi; Alla sboccatura non viene aggiunto sciroppo di dosaggio, il DiZeta, sta a significare dosaggio zero, in questo modo tutte le caratteristiche originarie, gli aromi, e i variegati profumi, restano intatti. La particolarità di questa azienda è che utilizza mosto d’uva auto prodotto in rifermentazione e in sboccatura, nel rispetto dell’integrità del frutto e della valorizzazione del territorio.

Il nome Nefertiti, deriva dalla famosa regina egiziana, sinonimo di eleganza e raffinatezza, doti alle quali questo vino vorrebbe ispirarsi.

Colore giallo paglierino, ben accentuato dal tempo, il perlage è fine e continuo.

Al palato risulta fresco, con una bella componente sapida e minerale, risulta persistente e con finale ampio.

 

Abbinamento consigliato:

Polpo arrostito, crema di patate viole, pomodori datterino confit e polvere di capperi di Gargnano.

La Crema di lenticchie, seppioline, pomodorini confit e scorza di limone.

Il Coregone arrosto con pomodori secchi, capperi di Gargano e limone confit.

La nostra cruditè ( Preparata su ordinazione).

 

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Ciuri (Fiore nel dialetto Siciliano) Terrazze dell’Etna

Oggi Vi parliamo di una new entry nella nostra carta del vino.

Ciuri (Fiore nel dialetto Siciliano)

Terrazze dell’Etna

La zona di produzione di questo vino molto particolare è la Sicilia, per la precisione, l’Etna. Questa terra magnifica, produce grandi vini, grazie al suo terroir. L’azienda agricola e le vigne sono situate all’interno del parco naturale dell’Etna, località Randazzo, versante nord-ovest.

Il Ciuri viene prodotto a 700 mt di altitudine, e l’uva utilizzata per produrlo è il Nerello Mascalese, non la versione classica vinificata rosso ma bensì, la recente proposta vinificata bianco, Terrazze dell’Etna  è una tra le primissime aziende ad utilizzare questa versione. 

Il Nerello Mascalese, che in pochi conoscono è un vitigno nobile ed autoctono della zona dell’Etna. Viene allevato ad alberello e  trova il suo habitat ideale su questi suoli di pietra nera (roccia lavica, molto minerale), l’altezza favorisce la maturazione abbastanza tardiva di questa uva.

Questo vitigno spesso viene paragonato al Pinot Nero e al Nebbiolo grazie ad alcune sue caratteristiche, ecco perché la versione vinificata in bianco. Il Ciuri, è un vino bianco fermo, di rara qualità, al naso ritroviamo i profumi della macchia mediterranea, con note vegetali delicate e la presenza di note minerali.

In bocca è un esplosione di sensazioni; Ampio, va a lavorare su tutto il palato. Spicca la freschezza con un’acidità piacevolissima, riconducibile all’agrume.

La caratteristica più importante che lo contraddistingue, è la parte minerale e sapida che lo rende unico. 

In abbinamento con i nostri piatti Vi consigliamo:

Tartare di Tonno con brunoise di asparagi e gelatina di arance e zenzero.

Tagliatelle al grano arso, padellate ai gamberi, asparagi e bottarga di muggine.

Scaloppa di Branzino arrosto, purea di ceci, crema di datterini confit e polvere di olive nere.

 

http://www.terrazzedelletna.it 


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Crèmant Costaripa

Oggi vi presentiamo uno dei vini che potete trovare al QB Duepuntozero.

Crèmant Costaripa

Questo vino nasce dalla volontà e dal piacere di dedicare la finezza del perlage e la sottigliezza della sua tessitura alla femminilità contemporanea, alla sofficità e alla leggerezza dell’armonia che accompagna lo spirito delle donne del lago.

 

Il Crèmant è prodotto con uve 100% Chardonnay, del Lago di Garda, le cui vigne sono rivolte al sorgere del sole. Per produrre questo spumante si utilizza il metodo classico, ormai dal 1973. Il colore è di un giallo paglierino pieno, le sue bollicine sono estremamente fini, armoniose che compongono una catenella di spuma leggera.

 

Il profumo che si percepisce al naso è ricco ed invitante, ricorda frutta bianca come la pera decana, con finale di agrumi e frutta secca. Gli aromi sono ben definiti, a testimonianza dell’esposizione delle sue uve e della loro maturità.

 

Al palato è fresco, delicato ed avvolgente, la sua acidità è bene integrata nella dolcezza dei suoi sapori di frutta ben matura, accompagnato dalla sua straordinaria finezza.